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LE ROTTE DELLA SICILIA OCCIDENTALE MARIA GIRONE
 

Summary: LE ROTTE DELLA SICILIA OCCIDENTALE
MARIA GIRONE
Fino all'invenzione della bussola nel XIII sec. d. C., la
navigazione1 sibasòsull'osservazionedellestelleedeisegnidella
costa ben visibili e particolari2 come isole, punte3, promontori,
golfi,focidifiumiequant'altropotesseservireadunanavigazione
`a vista'. Questo perché a bordo non vi erano apparecchiature
evolute e neppure carte nautiche, ma i marinai disponevano solo
della previsione dei venti e delle correnti4, e di una minuziona
gnoseologia dei litorali5.
Il Mediterraneo era adatto in modo particolare ad un tipo di
navigazione `a vista', poiché era considerato un `mare chiuso',
ben delimitato da penisole, isole e promontori, elementi di riferi-
mento fondamentali in una rotta che costeggia la terraferma6.
Imercanti,minoici7 primaemicenei8 poi,furonoipadronidel
mare per diversi secoli, con le loro rotte ben delineate, tracciate da
secoli di traffici. Per ricercare in Occidente le materie prime, essi si
potevanoserviresiadellaviachepassavadalloStrettodiMessina9,
sia di quella che circumnavigava la Sicilia10, per poi toccare la
Sardegna, le Baleari11, per giungere finalmente nelle zone di

  

Source: Abbondandolo, Alberto - Scuola Normale Superiore of Pisa

 

Collections: Mathematics