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Summary: Nakone: come fu risolta una lotta civile
Il decreto di Nakone, l'altra città occupata dai
mercenari campani ed ormai ellenizzata all'epoca
in cui esso fu redatto (III sec. a.C.), ha mostrato con-
cretamente come anch'essa fosse stata colpita dal male
endemico che afflisse tante città antiche, greche e non gre-
che, cioè la lotta intestina tra due parti in conflitto (solitamente
chiamata stasis, termine `forte' che indicava la guerra civile e le stes-
se fazioni, qui evitato in favore del più blando diaphora, discordia, diver-
genza). Soprattutto esso ci ha rivelato il modo originale in cui, su consiglio di
inviati di Segesta, si cercò di risolvere la crisi interna.
La riconciliazione fu organizzata per così dire `scientificamente', con un astratto
spirito numerico. In occasione dell'assemblea i cittadini in conflitto dovevano indicare
trenta nomi per ognuna delle due parti in lotta. I magistrati supremi, cioè gli arconti,
disposti i nomi in due urne distinte sorteggiavano due nomi di cittadini (uno per ognuna
delle due parti in lotta) cui andavano aggiunti altri tre nomi di cittadini, in modo da formare
così trenta gruppi di cinque cittadini che diventavano "fratelli elettivi".
Un'analoga procedura per sorteggio doveva coinvolgere il resto della
cittadinanza, che così si trovava ad essere interamente ripartita in
tanti gruppi artificiali di `fratelli'. Il tutto era accompagnato da sacrifici
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